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Affermazioni e risposte sul treno ad alta velocità (TAV) Torino-Lione


Le dieci affermazioni:
  1. La nuova linea ha una valenza strategica e unirà l’Europa da est a ovest 
  2. La nuova linea creerà nuovi orizzonti di traffico 
  3. Il collegamento ferroviario Italia-Francia deve essere ammodernato perché obsoleto e fuori mercato a causa di limiti strutturali inemendabili 
  4. I costi dell’opera sono assai più ridotti di quanto si dica, ammontando, per l’Italia, a soli 2, massimo 3 miliardi di euro 
  5. Il potenziamento del trasporto su rotaia è, finalmente, una scelta di tutela dell’ambiente 
  6. Con il Tav diminuiranno, comunque, i Tir sull'autostrada e il connesso inquinamento 
  7. La realizzazione della Torino-Lione è una straordinaria occasione di crescita occupazionale che sarebbe assurdo accantonare, soprattutto in epoca di crisi economica 
  8. Trent'anni fa si sarebbe potuto discutere ma oggi i lavori sono ormai in uno stato di avanzata realizzazione e non si può tornare indietro 
  9. L’uscita dal progetto comporterebbe per l’Italia il pagamento di penali (o un dovere di restituzioni) elevatissime, fino a un ammontare di due miliardi e 500 milioni 
  10. Per mettere in sicurezza il tunnel storico del Fréjus serviranno a breve da 1,4 a 1,7 miliardi di euro: meglio, anche sul piano economico, costruirne uno nuovo
Le risposte qui.

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Il coraggio di Nice

Oggi, in occasione della Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili: zero tolleranza per le MGF / International Day of zero tolerance for female genital mutilation (FGM), Angelo Ferrari sul sito dell'Agenzia giornalistica Italia (AGI) traccia un profilo di Nice Nailantei Leng’ete, una donna Maasai che è riuscita a introdurre nel suo villaggio un rito alternativo che conserva la tradizione ma bandisce la mutilazione.

"... Nice Nailantei Leng’ete lotta da una vita, da quando ha 9 anni, oggi 28enne, per restituire dignità alle bambine africane. “Una lotta contro l’indifferenza”, come le[i] dice. Nice, operatrice di Amref Health Africa, è nata in una tribù di pastori ed è cresciuta in un villaggio rurale ai piedi del monte Kilimangiaro. All’età di 9 anni è fuggita, ha detto no con coraggio alla zia che voleva sottoporla alla mutilazione genitale, come è da tradizione nel popolo Maasai..."

A proposito di musica

Cent'anni fa le occasioni in cui qualcuno poteva ascoltare musica erano rare e, per ciò stesso, speciali e qualificate. Oggi c’è gente che passa le giornate in una perenne bulimica stimolazione acustica, ridotta a particelle ritmiche e protomelodiche ridondanti. La stimolazione ‘musicale’ si è ampliata infinitamente, l’esperienza musicale si è assottigliata fino all'insignificanza. Fonte: Andrea Zhok, Su populismo e cultura. Cultura popolare, autoriale, volgare.