Skip to main content

Mani di pianista: citazione d'autore

"Non gli era ancora capitato di osservare come ardito e leggiadro sia il tocco delle mani sullo strumento, il moto che dai polsi alle falangi le anima secondo un ritmo musicale e plastico a un tempo e già in sé espressivo. Non lunghe, piuttosto piene e tornite, quelle mani nude di anelli, bianche, avevano del femmineo e dell'ecclesiastico, ma le percorreva una vita concentrata, ora soave ora violenta, le guidava un istinto infallibile. Calavano con una delicatezza amorosa o si abbattevano con impeto: le dita s'insinuavano agevoli, indugiavano caute, martellavano assidue, si posavano fremendo sui neri in fondo presso alla cimasa o se ne ritraevano accompagnando con una carezza il rilevarsi del tasto; avevano guizzi e e languori, in una vicenda lucida e incalzante a cui il suono, meglio che seguire come l'effetto meccanico, pareva fornire il commento. A tratti, il battito alterno e frequente del pollice e del mignolo imperniato sul tenue oscillare del polso, quel vibrare della mano distesa a ventaglio aveva la levità di un'ala che palpita. E quando, a sottolineare una pausa, le mani si levavano, si fermavano un istante in un gesto ampio e sospeso, le dita ancora aperte e spiegate sembravano plasmare una forma che su dallo strumento si alzasse aerea e invisibile. Verso la fine del brano, la sinistra ebbe una più lunga tregua scorrendo l'altra instancabile sulla tastiera, e si acquietò dischiusa sul ginocchio del Canova in un trepido riposo di creatura ancor anelante, senza che il busto del suonatore lasciasse la sua rigidezza stranamente estranea a quella vivida mobilità. C'era in quelle mani una grazia così parlante, una tal varietà di atteggiamenti squisiti, che suo malgrado Saverio pensò all'azione di un'abilità mimica."

Guido Morselli, Uomini e amori

Comments

Popular posts from this blog

Derek Walcott "Alla fine di questo verso c'è una porta che si apre"

Derek Walcott (1930-2017) sul sito "Letteratura" di Rai Cultura

About limits of forensic science / Sui limiti della scienza forense

"Wrongful convictions occur with shocking frequency in the United States. A record 166 exonerations were recorded in 2016 by the National Registry of Exonerations, bringing the total since 1989 to nearly 2,000. This represents only a fraction of those who should never have been sent to prison.

In 2005 I produced a documentary showcasing several cases in which flawed forensic analyses helped to get innocent people locked up. Riky Jackson went behind bars for two years because of incorrectly matched fingerprints. Jimmy Ray Bromgard spent nearly 15 years in jail, mainly because of hair comparisons that lacked scientific rigour. Now I’m a scientist who uses data analysis to promote human rights, and I’m disheartened to see these errors continue. That is why I hope that a US federal commission will vote next week to endorse practices that would transform how forensic analysts talk about evidence..." segue su "Nature" l'articolo Label the limits of forensic science,…