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Il metodo del “Confronto Creativo”

… [P]erché un processo deliberativo nella sfera pubblica possa essere chiamato confronto creativo le seguenti sette condizioni devono essere soddisfatte:
1. inclusione di una cerchia più ampia e completa possibile di tutti i portatori di interessi, di preoccupazioni e di punti di vista relativi al tema in discussione;
2. un tema che sia significativo per i partecipanti e che abbia un impatto duraturo nel tempo;
3. i partecipanti stessi formulano autonomamente delle regole ad hoc relative ai propri comportamenti e al processo decisionale che vogliono adottare;
4. un processo che mette al centro la comprensione dei reciproci interessi e non la negoziazione delle posizioni;
5. un dialogo teso alla ricerca congiunta di nuove proposte giudicate "migliori" di quelle di partenza dal numero più vasto possibile di partecipanti;
6. la ricerca di un esito nel quale non vi sono vincitori e perdenti e giudicato "accettabile" anche dai partecipanti meno entusiasti;
7. la comprensione del fatto che "il consenso" è raggiunto solo quando tutti gli interessi in campo sono stati esplorati e tutti gli sforzi sono stati fatti per soddisfare quanto li concerne (J. Innes 2004).

Fonte: Il metodo del Confronto Creativo: un upgrading della democrazia, di Marianella PB Sclavi, in Riflessioni sistemiche, n. 2 (2010), pp. 128-138.
Sommario L’approccio del Confronto Creativo (CC) si distingue da quello della democrazia parlamentare perché ai tre principi del diritto di parola, di contraddittorio e voto a maggioranza, contrappone altri tre principi: diritto di ascolto, il diritto di collaborare nella moltiplicazione delle opzioni e il diritto al co-protagonismo nella invenzione di nuove soluzioni. L'articolo illustra due storici esempi e propone una teoria dei "4 livelli della democrazia deliberativa".

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